Chi Siamo

Alessandro "Tama" Froiio

Alessandro "Tama" Froiio

Alessandro "Tama" Froiio

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Progettazione, Immagine e Grafica, Comunicazione


Designer di Prodotto sognatore e visionario, con una formazione da perito elettronico e una passione per il disegno, si laurea presso il Politecnico di Milano, con una tesi su un lettore di onde celebrali per la realtà virtuale. Scostandosi dalla visione classica del designer, passa un anno in un laboratorio di ricerca e sviluppo di Physical Computing, dove lavora su progetti di robotica, prototipazione rapida e design dell’interazione.


All’interno di questo laboratorio si sperimentava il modo di rendere “sensibili” e “intelligenti” prodotti che per loro natura non avrebbero dovuto esserlo, per migliorarne la qualità e la percezione che le persone avrebbero avuto dei prodotti finali. In questo ambito acquisisce know how per quanto riguarda programmazione di Arduino, utilizzo di sensoristica e stampa 3D. Queste, unite alla modellazione 3D, all’elettronica, alla progettazione e alla grafica, ritornano utili nella nascita di Robar V1 e V0, dalla fase del concept iniziale, allo sviluppo dell’immagine coordinate e del logo, all’effettiva produzione.


Sempre alla ricerca di nuove idee per il miglioramento di Robar V0, ad oggi si occupa assieme all’ingegnere anche della parte gestionale della società, del sito internet e dei contenuti social come fotografo e videomaker.


Alessandro Marseglia

Alessandro "Tama" Froiio

Alessandro "Tama" Froiio

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Robotica, Programmazione e Interfaccia, Sviluppo Software


Dopo essersi laureato in Ingegneria Meccanica, presso il Politecnico di Milano, con specializzazione meccatronica e robotica, con una tesi sullo sviluppo di una nuova tecnologia di stampa del metallo poi brevettata, occupandosi della parte di movimentazione e gestione dell’estrusore. Inizia ad entrare a contatto con il mondo della robotica nell’azienda in cui è appena assunto, Lesta srl. Questa si occupa di verniciatura industriale e ha come cliente la più nota Luxottica, per la quale sviluppa una nuova macchina per la verniciatura degli occhiali.


Seguendo il progetto dall’inizio passa dall’essere il responsabile del robot di verniciatura, Fanuc per la prima isola, alla persona che seguirà poi tutto lo sviluppo software legato alla macchina e le installazioni delle successive. In totale installa 5 macchine, di cui le successive 4 con robot ABB, Yumi. Durante questa esperienza lavorativa acquisisce nuove competenze che, oltre a quelle tecniche, vanno dalla gestione del gruppo di lavoro nelle fasi di installazione alla gestione di progetti importanti in autonomia, a livello software. Oltre a queste impara a programmare i PLC industriali (Beckhoff), interfacce utenti (Visual basic e C#) ed i robot, nello specifico Fanuc, usato nella prima isola, ABB, usato nelle successive 4 e Kuka, con cui la Lesta srl è partner.


Oltre all’esperienza software, avendo alle spalle le installazioni di Luxottica acquisisce competenze sia meccaniche che elettriche. Seppur non considerabile

come un elettricista è in grado di gestire in completa autonomia il cablaggio dei segnali e la gestione degli

stessi. Questo gli permetterà di cablare, senza aiuti esterni, il primo progetto della Robotic Lounge.

Luigi Lorusso

Alessandro "Tama" Froiio

Luigi Lorusso

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Macchinari, Lavorazioni e Meccanica, Ricerca clienti


Meccanico con la passione per il mondo della notte, ha lavorato in vari ambienti, sempre a contatto con figure chiave dalla quale è riuscito a carpirne l’esperienza, facendosi strada in varie aziende, scalando i gradi e arrivando a diventare responsabile di reparto all’età di 25 anni. L’ esperienza lavorativa inizia per lui all’età di 17 anni in una piccola officina meccanica per poi arrivare a lavorare in un SPA di livello mondiale dove oltre ad aver appreso molto a livello meccanico è riuscito ad aggiungere alle sue doti il problem solving ed una molto abile collaborazione con il proprio team, raggiungendo il ruolo di caporeparto.


La sua maggiore passione rimane la meccanica anche se la movida notturna lo ha sempre attratto, anche per questo collabora in varie situazioni a contatto con i migliori locali di Milano. Riuscendo in questo modo ad apportare alla società sia doti meccaniche che vari contatti con dj e rinomati locali della movida milanese.

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La Storia di Robotic Lounge

La storia di questa società nasce molto prima della stessa. Il tutto parte da un’amicizia, consolidata negli

anni, in cui ognuno di noi ha preso strade differenti, che lo hanno portato a sviluppare competenze diversificate. Nonostante ciò il rapporto consolidato consentiva un continuo ritrovarsi per le solite “quattro

chiacchiere al bar”. In una di queste chiacchierate, alimentata da una continua ricerca di stimoli e nuove

esperienze da provare, è nata quella che sembra una folle idea. L’idea di portare la robotica, relegata al

mondo industria, nella vita di tutti i giorni. L’idea di fare una società intorno a questo concetto, e di

sviluppare quello che poi sarebbe diventato Robar V1.


Da subito ci siamo resi conto di come le nostre competenze, che sembravano così differenti e lontane le

une dalle altre, fossero invece tutte utili, e più che sufficienti, per lo sviluppo di questo progetto ambizioso.

Inoltre, essendo così diversificate andavano ad amalgamarsi perfettamente per poterlo realizzare.

Eccoci allora, a maggio 2017, con un piccolo sogno nel cassetto, un foglio bianco e tanto lavoro da fare.

Nonostante gli impegni dei nostri lavori tutte le sere, per i 16 mesi successivi, ci siamo trovati per sviluppare

il progetto. Le nostre competenze ci hanno permesso di progettare, fino ad arrivare ai dettagli, ciò che per

noi era Robar, attualmente Robar V1. Alla fine eravamo riusciti, almeno su carta, a sviluppare un progetto

ambizioso. Ora non restava altro da fare che trovare i finanziamenti per portarlo a termine.


Purtroppo, in un paese come il nostro, questo risulta più facile a dirsi che a farsi. Ci sentivamo

continuamente ripetere frasi come “non avete abbastanza esperienza per realizzarlo”, “bellissimo ma da

soli come farete”,” abbiamo bisogno di una macchina fisica prima di investire” e via dicendo. Insomma, il

mondo degli investitori italiani non sembrava pronto a credere in una sfida all’imprenditoria lanciata da tre

giovani del loro paese.


Il progetto ha quindi visto una battuta di arresto, dovuta alla mancanza di fondi per realizzarlo. Nonostante

questo, non ci siamo dati per vinti, la voglia di combattere, almeno quella, non ci è mai mancata. Dopo

l’estate, abbiamo quindi deciso di proporci direttamente ai clienti e ci siamo trovati davanti un problema

enorme.


Quella che sembrava un’idea geniale pronta a rivoluzionare il mercato dei locali difficilmente entrava negli

stessi e, dove poteva entrare, i clienti la volevano comunque vedere realizzata. Inoltre, erano sempre più

quelli restii all’introduzione di un barman completamente automatico poiché subito collegato alla possibile

perdita di lavoro associata.


Ecco che allora, viste queste problematiche ci siamo chiesti: come potremmo risolverle, e riuscire a

costruire, da noi, una macchina mostrabile alla clientela?

Nel novembre del 2018 arriva l’idea, denominata poi Robar V0. Un aiuto barman, molto più compatto del

suo progenitore V1 e con un costo, sia in termini di produzione che di vendita, molto più accessibile. Siamo

ripartiti da zero, con un nuovo foglio bianco, e ci siamo rimboccati le maniche. Vista l’esperienza

progettuale e le soluzioni ricercate per Robar V1, questa fase di progettazione è stata molto più snella e

rapida. Così, nel febbraio del 2019, avevamo, su carta, ciò che sarebbe stato Robar V0. L’investimento era

sostenibile e ci saremmo potuti risparmiare di chiedere un aiuto economico che si sarebbe comunque

tradotto nella solita mancanza di fiducia. Inoltre, eravamo intenzionati a dimostrare che ce l’avremmo fatta

comunque, nonostante tutte le difficoltà trovate.


Così abbiamo preso i primi contatti con la fabbrica produttrice del robot, ABB, la quale però non era

portatrice di buone notizie. Per aver il tanto agognato robot servivano ben 3 mesi. La nostra perseveranza,

e la conoscenza dell’affidabilità dei robot e della crisi economica in corso, ci hanno portato a valutare il

mercato dell’usato. Purtroppo, anche queste non portatore di buone nuove. L’unico robot presente, che

rispecchiasse le nostre esigenze, si trovava in Germania. Più precisamente nei pressi della cittadina di Marl,

a ben dieci ore di macchina dalla nostra Milano, insomma non proprio una passeggiata di piacere per

andare a visionare un robot. Ma, come si dice, la sorte aiuta gli audaci.


Sorte che, nel caso specifico, si rivela nella forma di un’urgenza lavorativa della azienda di cui, al tempo,

faceva parte il nostro ingegnere. Il quale, messo a conoscenza, di quest’urgenza, in Germania a circa 30

minuti da Marl, si propone subito come il candidato per risolvere questo problema. Due giorni di lavoro

dopo, con una breve sosta nei pressi di Marl, e la Robotic Lounge aveva trovato il suo robot funzionante e

immediatamente disponibile.


Tuttavia, sebbene la nostra determinazione fosse incrollabile, un passo così grande porta con sè dubbi ed

incertezze. Queste ci hanno fatto attendere fino a fine marzo 2019, mese dell’opportunità. Opportunità che, anche questa volta, si presenta sotto forma di una “chiacchierata da bar”, questa volta gli interlocutori sono un socio ed una sua amica, che non si vedono da tempo. E così iniziano a raccontarsi quello che stanno facendo, e l’argomento prende la forma del nostro barman robotico.


La fortunata coincidenza degli eventi vuole che, l’amica in questione, sia una delle organizzatrici di “Seed

and Chips”, fiera a livello mondiale sul food and beverage, che quell’anno si sarebbe svolta a Milano nel

mese di maggio. Il giorno dopo, la stessa amica, richiama il socio in questione per avvisarlo che, se la società avesse voluto, avrebbe già ottenuto un posto, completamente gratuito, in fiera. La risposta non poteva essere altro che un “Si”, urlato a squarciagola. Ora non restava altro da fare che fondare la società e costruire la macchina, il tutto nel mese di aprile. L’ennesima impresa folle ed irrealizzabile, realisticamente parlando, per fortuna che nessuno di noi è uno da “realisticamente parlando”.


Una settimana dopo avevamo messo le firme sul contratto che rendeva reale il nostro sogno, avevamo una

società. Ma il tempo per i festeggiamenti era ben poco e non si poteva di certo aspettare. Il giorno dopo la

firma del contratto siamo andati in banca, per aprire il conto.


Finalmente un po’ di riposo, più che necessario visto che, il giorno dopo, ci apprestavamo a percorrere i

1000 km che ci separavano dal nostro robot. Partiti alle 8 di sera, dopo un tragitto che tagliava l’Europa, ci

siamo ritrovati a Marl, alle 8 del mattino successivo, con un appuntamento per visionare il robot ed una

camera di hotel per una notte. Partiti in tre, il viaggio di ritorno è stato affrontato in 4, con la compagnia del

nostro nuovo amico robotico, che abbiamo deciso di chiamare Alfred.


Il mese successivo è stato contraddistinto da un gran fretta, doppi lavori e un numero di ore di sonno

decisamente insufficienti. Il risultato, ad aprile, è stata la presentazione al grande pubblico della fiera della

nostra macchina, Robar V0. Subito dopo la fiera, ci siamo impegnati in una ricostruzione completa del robot, necessaria a causa delle problematiche riscontrate nella fase operativa. Insieme a questa fase, grazie anche all’affiancamento di un barman professionista, siamo riusciti a creare gli incredibili cocktail che ora vengono serviti dal nostro Alfred. Questo è stato l’intermezzo al nostro primo incontro con i clienti, avvenuto nella fattispecie con Puccia’s Brother.


Qui la vera presentazione al pubblico del prodotto, con un riscontro molto positivo anche se non numeroso.

Da questa esperienza abbiamo imparato e ci siamo resi conto, in prima persona, delle problematiche che

affliggono i bar, a livello di gestione. Ecco quindi che la macchina, che dapprima produceva solo cocktail, è

diventata un completo gestore di bar. Controllo di quantità versata, di sprechi e costi sono diventati la carta

vincente della Robotic Lounge.


Ora il prodotto V0 è vendibile e noleggiabile sul mercato e stiamo continuando a sviluppare tutti gli altri prodotti.